Menu principale:
Il C.A.I. e i giovani -
Per avere il primo riscontro di un impegno ufficiale del C.A.I. rivolto ai giovani, bisogna aspettare l'iniziativa della sezione di Biella, la quale, nel 1892, è stata la prima a raccogliere l'invito fatto nel 1891 dal congresso di Palermo, in cui si stimolava la promozione di gite scolastiche in montagna.
Il C.A.I. entra nelle scuole
L'opera dei biellesi, Vittorio Sella e Vallino, viene ben presto ripresa e ampliata dalla Sezione di Lecco, per merito del professor Mario Cermenati che, in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, nel 1898, organizzò a Roma un convegno sul tema: "L'Alpinismo e la scuola". In quell'occasione fu chiesto il sostegno e la collaborazione delle famiglie e dei capi d'istituto invitandoli, unitamente al Ministero, a stabilire seri programmi di igiene ed educazione fisica, promovendo almeno due uscite scolastiche in montagna da realizzarsi in collaborazione tra il C.A.I. e la Scuola. Il seme era stato gettato ed i frutti non tardarono a venire. Nel 1913, in occasione del cinquantesimo di fondazione, il C.A.I. organizzò un Congresso sulla vetta del Gran Paradiso e tra i 160 e più partecipanti, c'era anche un gruppo di 20 giovani.
Fra le due Guerre
Nel periodo fra le due guerre, anche se le informazioni non sono molte, l'attività giovanile proseguì non ostante le contingenti e serie difficoltà.
Nascita dell'E.S.C.A.I.
Negli anni '50 molte Sezioni cominciano a riorganizzarsi formando al loro interno commissioni e gruppi stabili di Alpinismo Giovanile; nacque così l' E.S.C.A.I.: Escursionismo Scolastico del Club Alpino Italiano. Siamo agli inizi degli anni sessanta e si avverte la necessità di mettere un po' d'ordine, tanto che il Consiglio Centrale nomina la prima Commissione Centrale di Alpinismo Giovanile, alla cui guida venne eletto Bruno Credaro di Sondrio a cui successe una delle figure di spicco nella storia dell'Alpinismo Giovanile: Carlo Pettenati di Roma.
La nostra Sezione, lo ospitò l' 11 luglio 1965, in occasione dell'8° Raduno Interregionale a M. Amaro ed alcuni nostri giovani furono da lui premiati.
L'Accompagnatore
Negli anni successivi nacque la figura dell'Accompagnatore e si organizzarono i primi corsi di formazione, trovando adesioni entusiaste in tutti coloro che da anni, nelle loro sezioni, si adoperavano a favore dei giovani.
Come spesso accade, però, l'entusiasmo, la voglia di lavorare e di far bene, portano al nascere di diverse ideologie e quindi di contrasti, anche accesi: chi vede l'accompagnatore come un tecnico di provata esperienza alpinistica in possesso dei requisiti espressi dai corsi delle scuole di alpinismo; altri lo vedono piuttosto come un educatore, un individuo capace di prendere per mano i ragazzi e condurli alla maturità, proponendo l'ambiente montano come mezzo per la loro formazione.
Le due opinioni però, anche se contrastanti, sono le facce della stessa medaglia, quindi non possono essere separate, infatti in montagna va garantita la sicurezza, come è anche vero che non si può prescindere dall'aspetto educativo rivolgendosi a ragazzi di una fascia di età determinante nella formazione della loro personalità.
Costituzione della C.C.A.G.
Nel 1984 il Consiglio Centrale approva il regolamento quadro degli Organi Tecnici Centrali, ufficializzando così la costituzione della Commissione Centrale di Alpinismo Giovanile ed i rapporti della stessa con le sei commissioni periferiche. Nel 1988 il Consiglio Centrale approva finalmente un documento con il quale si vuole dare una connotazione precisa alla presenza del C.A.I. fra i giovani e chiarire, in modo inequivocabile, il ruolo ed i compiti dell'Alpinismo Giovanile del Club Alpino Italiano.
Il C.A.I. ed il "Progetto Scuola"
Nel 1992, nasce il "Progetto Scuola" del C.A.I. Nell'attuazione dell'autonomia scolastica, il C.A.I. è riconosciuto quale soggetto capace di offrire un contributo formativo ed integrativo alle attività didattiche dei ragazzi, così come previsto nella Circolare n. 28908 del 1° Marzo 1994 del Ministero della Pubblica Istruzione, e nel Protocollo di Intesa tra lo stesso Ministero ed il C.A.I. del 10 Settembre 1999.
Il C.A.I. crede nei Giovani
Gli anni novanta, appena trascorsi, sono storia recente ed oggi, nel terzo millennio, l'Alpinismo Giovanile del C.A.I. è una splendida realtà.
Più di seicento accompagnatori operano su tutto il territorio nazionale con volontà ed entusiasmo, convinti, come in ogni altra attività, che il futuro è, e sarà, nelle mani dei giovani.